Milioni di lavoratori in Italia sono esposti ad agenti di rischio di tipo fisico, tra cui le vibrazioni, responsabili di un largo numero di malattie di probabile origine professionale. Il volume redatto dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail fornisce una panoramica completa sulle conoscenze nazionali e internazionali sul tema, e comprende le istruzioni operative sulla corretta metodologia di valutazione dei rischi da utilizzare in base ai dati di certificazione dei costruttori, alle banche dati e alle misurazioni.

La sindrome da vibrazione mano-braccio. Le vibrazioni meccaniche, alle quali ci si espone durante l’attività lavorativa, possono interessare, con diverse modalità, sia il sistema mano-braccio, sia il corpo intero. Nel primo caso, le conseguenze per i lavoratori, come specificato nel d.lgs, 81/2008, possono essere disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari, indicati insieme con il termine “sindrome da vibrazione mano-braccio”.

Le patologie legate alle vibrazioni trasmesse a tutto il corpo. Lombalgie e traumi del rachide sono i principali disturbi legati a questo tipo di esposizione alle vibrazioni, che riguarda gli operatori al lavoro su mezzi di trasporto e macchine industriali vibranti come autogru, trattori, ruspe e carrelli elevatori, e che avviene mediante il contatto con il sedile.  Tra le malattie professionali da agenti fisici denunciate all’Inail, nel periodo compreso tra il 2012 e il 2017, l’incremento più ampio è stato registrato per l’ernia discale lombare, passata da 3667 casi a oltre 5740. Tra le cause di questa patologia, oltre alla movimentazione manuale di carichi, la trasmissione delle vibrazioni a tutto il corpo.

La stima dell’esposizione. Prima di procedere con la valutazione del rischio vibrazioni, è necessario procedere con la stima dell’esposizione. La procedura da seguire consente tre alternative, partendo dalla ricerca di informazioni relative a utensili e veicoli all’interno di banche dati. Nel caso in cui la ricerca non dia i risultati sperati, è possibile utilizzare le informazioni fornite dal costruttore. Se anche questa opzione non è percorribile è necessario, infine, eseguire le misure.

Quando effettuare le misurazioni. In tutti i casi dubbi o controversi, oppure quando si deve eseguire un calcolo particolarmente preciso, occorre fare ricorso alle misure. Il Coordinamento tecnico interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro ha redatto un documento dettagliato con l’elenco dei casi specifici, riportato nel testo. Tra questi, l’esistenza di contenziosi sull’attendibilità dei livelli di esposizione o i casi in cui la valutazione dei livelli di esposizione rientri nelle indagini su presunte malattie professionali.

Le fasi della valutazione del rischio. Il volume fornisce una ricostruzione schematica delle fasi della valutazione del rischio, che, dopo la quantificazione dell’esposizione e l’adozione di metodi di lavoro ergonomicamente adeguati, si chiude con le attività di formazione e informazione dei soggetti esposti e la sorveglianza sanitaria. L’ultimo capitolo è riservato al tema della corretta manutenzione, mentre otto appendici raccolgono numerosi esempi pratici.