“La pandemia nel 2020 ha fortemente condizionato l’andamento del fenomeno infortunistico. Da un lato, infatti, ha comportato la riduzione dell’esposizione al rischio per gli eventi ‘tradizionali’ e ‘in itinere’, a causa del lockdown e del rallentamento delle attività produttive, dall’altro ha generato la specifica categoria di infortuni per il contagio da Covid-19”. Lo ha detto questa mattina a Roma il presidente dell’Istituto, Franco Bettoni, presentando nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio la Relazione annuale 2020, da cui emerge rispetto al 2019 un consistente calo degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali e un notevole incremento dei casi mortali.

I ringraziamenti al presidente Mattarella e al personale dell’Istituto. Dopo aver ringraziato il capo dello Stato, che giovedì scorso, in vista dell’appuntamento di oggi, ha ricevuto al Quirinale i vertici Inail, “per la sua grande sensibilità sul tema della salute e sicurezza sul lavoro”, e tutto il personale dell’Istituto “per aver saputo in piena pandemia affrontare con impegno, competenza e qualità di risultato sia le funzioni ordinarie che i nuovi compiti attribuiti all’Inail per la gestione dell’emergenza sanitaria”, Bettoni, alla presenza del vicepresidente Paolo Lazzara, dei consiglieri di amministrazione Teresa Armato, Cesare Damiano e Francesca Maione, del direttore generale, Giuseppe Lucibello, e del presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza, Giovanni Luciano, ha illustrato al vicepresidente della Camera dei deputati, Ettore Rosato, al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, al ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, e alle altre autorità presenti la situazione del mondo del lavoro che emerge dai dati dell’Istituto, le attività realizzate e i risultati economici conseguiti, per terminare con un approfondimento dedicato agli obiettivi prioritari per il futuro.

Circa un terzo dei 799 decessi riconosciuti sul lavoro sono avvenuti “fuori dell’azienda”. Nel 2020 sono state registrate poco più di 571mila denunce di infortunio (-11,4% rispetto al 2019), un quarto delle quali relative a contagi da Covid-19 di origine professionale. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono stati 375.238 (-9,7% rispetto al 2019), di cui 48.660, pari al 12,97%, avvenuti “fuori dell’azienda”, ovvero con “mezzo di trasporto” o “in itinere”, nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro. I casi mortali denunciati all’Inail sono stati 1.538, con un incremento del 27,6% rispetto ai 1.205 del 2019 che deriva soprattutto dai decessi causati dal Covid-19, che rappresentano oltre un terzo del totale delle morti segnalate all’Istituto. Gli infortuni mortali per cui è stata accertata la causa lavorativa sono 799 (+13,3% rispetto ai 705 del 2019), di cui 261, circa un terzo del totale, occorsi “fuori dell’azienda” (i casi ancora in istruttoria sono 93). Gli incidenti plurimi, che hanno comportato la morte di almeno due lavoratori contemporaneamente, sono stati 14, per un totale di 29 decessi.

“Non è sufficiente indignarsi ma occorre agire”. “Il pesante bilancio infortunistico ci fa comprendere che non si fa ancora abbastanza – ha sottolineato il presidente dell’Inail – Non è sufficiente indignarsi ma occorre agire. Le norme ci sono e vanno rispettate. È necessario un impegno forte e deciso da parte di tutti per realizzare un vero e proprio ‘patto per la sicurezza’ tra istituzioni e parti sociali. Coinvolgere gli attori del sistema nazionale di prevenzione, rafforzare i controlli, promuovere una maggiore sensibilizzazione di lavoratori e imprese, potenziare la formazione e l’informazione per costruire una cultura della sicurezza, a partire dal mondo della scuola, dare sostegno economico alle aziende: sono tutte azioni da perseguire con determinazione e l’Istituto è pronto a fare la sua parte”.

Effetto Covid anche sulle patologie denunciate che in un anno sono diminuite del 26,6%. L’emergenza epidemiologica ha influito anche sulla flessione delle malattie professionali denunciate, che sono state poco meno di 45mila, in diminuzione del 26,6% rispetto al 2019. Ne è stata riconosciuta la causa professionale al 35,34%, mentre il 3,33% è ancora in istruttoria. Le denunce riguardano le patologie e non i soggetti ammalati, che sono circa 31.400, di cui il 38,06% per causa professionale riconosciuta dall’Istituto. I lavoratori con malattia asbesto-correlata sono stati circa 900, mentre quelli deceduti nel 2020 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 912 (-19,79% rispetto al 2019), di cui 205 per silicosi/asbestosi.

Le prestazioni sanitarie erogate sono state 6,4 milioni. Per quanto riguarda gli interventi a sostegno dei lavoratori, nel 2020 sono state fornite circa 6,4 milioni di prestazioni sanitarie, l’86% delle quali richieste a seguito di infortuni e il resto per malattia professionale. Le prestazioni per “prime cure” effettuate presso i 120 ambulatori dell’Inail sono state, nel complesso, oltre 470mila. Quelle riabilitative, erogate dal Centro protesi di Vigorso di Budrio, con le filiali di Roma e Lamezia Terme, dal Centro di riabilitazione motoria di Volterra e dagli 11 centri di fisiochinesiterapia attivi in cinque regioni ammontano, in totale, a 134.951. Il Centro protesi e le sue filiali, in particolare, hanno erogato complessivamente 6.020 prestazioni di assistenza protesica a favore di 4.028 assistiti: 2.745 infortunati sul lavoro e 1.283 tra assistiti dal Servizio sanitario nazionale (Ssn) e privati.

Forniti ausili a oltre seimila assistiti. A queste si aggiungono 11.054 prestazioni per la fornitura di ausili per la cura e igiene personale, per l’informatica, per la mobilità e la domotica, che hanno interessato 6.499 assistiti. In attuazione dell’accordo quadro del 2012, è proseguita inoltre l’attività di coinvolgimento delle Regioni per l’erogazione di prestazioni riabilitative, integrative rispetto a quelle garantite dal Ssn, in favore dei disabili da lavoro. Attraverso le convenzioni attuative che sono state stipulate con tutte le Regioni e i numerosi accordi contrattuali con strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, nel 2019 sono state erogate 377.319 prestazioni integrative riabilitative a circa 13mila assistiti, per una spesa di 6,3 milioni di euro.

“Tra gli interventi più innovativi la riabilitazione multi-assiale post Covid-19”. “A testimonianza dell’impegno dell’Inail nella gestione dell’emergenza sanitaria – ha spiegato Bettoni – uno degli interventi più significativi del 2020 è il progetto fortemente innovativo di riabilitazione di tipo multi-assiale degli assistiti, in grado cioè di prendere in carico ogni singolo caso secondo le specifiche esigenze terapeutiche post Covid-19, che possono interessare l’aspetto respiratorio, cardiologico, muscolare e neurologico. Gli avvisi regionali pubblicati lo scorso marzo hanno la finalità di attivare convenzioni con strutture sanitarie dell’intero territorio nazionale, per assicurare agli infortunati che soffrono di postumi di lungo periodo l’assistenza di cui hanno bisogno con la dovuta tempestività”.

“La stabilizzazione della prestazione per le vittime dell’amianto è una grande conquista sociale”. Il portafoglio rendite Inail al 31 dicembre 2020 registra 670.287 rendite in gestione, per inabilità permanente e ai superstiti (-3,17% rispetto al 2019). Le rendite per inabilità di nuova costituzione sono circa 12.300. In tema di prestazioni aggiuntive alla rendita a carico del Fondo vittime dell’amianto, la nuova disciplina introdotta con la legge di bilancio 2021 consente di superare la logica della sperimentazione finora seguita, stabilizzando nel tempo sia la misura, determinata nel 15% della rendita in godimento, sia la stessa prestazione aggiuntiva, che dal primo gennaio di quest’anno è erogata insieme al rateo di rendita corrisposto mensilmente. “È una grande conquista sociale – ha sottolineato il presidente dell’Inail – in quanto la prestazione diventa un diritto soggettivo automatico, e altrettanto importante è la stabilizzazione in 10mila euro della prestazione una tantum per i malati di mesotelioma non professionale, contratto per esposizione familiare o ambientale all’amianto”.

Il Fondo infortuni mortali, la tutela contro gli infortuni domestici e i primi contratti per i “rider”. Le prestazioni del Fondo infortuni mortali a sostegno dei familiari delle vittime, lavoratori assicurati e non, sono state aggiornate per gli eventi avvenuti nel 2020 nei nuovi importi, che variano da quattromila a 15.500 euro in relazione al numero dei superstiti. Nel frattempo è proseguito l’impegno dell’Istituto per diffondere le novità introdotte dalla legge di bilancio 2019, che ha rafforzato la tutela contro gli infortuni domestici. In questo ambito, si è puntato anche su una maggiore sensibilizzazione sui temi della prevenzione, sottolineando il valore sociale dell’assicurazione che permette di tutelare la salute di tutti coloro che si prendono cura della casa in modo abituale ed esclusivo. Passi avanti sono stati compiuti anche sul tema dei cosiddetti “rider”, con la firma dei primi contratti che prevedono migliori condizioni di lavoro per i lavoratori autonomi del settore della consegna a domicilio, garantendo diritti fondamentali (compensi orari minimi, indennità integrative, incentivi rapportati al numero di consegne) e l’applicazione delle norme sulla salute e sicurezza (assicurazione Inail e per danni a terzi, formazione, fornitura gratuita di dotazioni di sicurezza).

Il sostegno al reinserimento e all’integrazione lavorativa dei disabili da lavoro. Rispetto al tema della disabilità, che costituisce una delle priorità trasversali del Piano nazionale di ripresa e resilienza elaborato dal governo, nonostante la situazione emergenziale dovuta alla pandemia l’Inail ha erogato 1,3 milioni di euro per le attività di reinserimento e integrazione lavorativa dei disabili da lavoro. Sono state inoltre intraprese le azioni necessarie all’avvio dei nuovi interventi di sostegno introdotti dalla legge di bilancio 2019, tra cui rientrano una nuova campagna di comunicazione sul reinserimento lavorativo e il bando pubblicato nel mese di dicembre per finanziare con 2,5 milioni di euro progetti di formazione e informazione finalizzati alla diffusione, tra i datori di lavoro e i lavoratori, di una cultura condivisa sulle tutele previste e alla conoscenza delle misure di sostegno messe a disposizione dall’Inail.

Un milione e mezzo di euro per gli ausili destinati agli atleti disabili. Grazie all’accordo sottoscritto con il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio e con il Comitato italiano paralimpico, è nata una piattaforma informatica che ha permesso alle società sportive dilettantistiche di accedere ai finanziamenti per l’acquisto di ausili da concedere in comodato d’uso gratuito ai propri atleti disabili. L’iniziativa ha messo a disposizione 1,5 milioni di euro, valorizzando la pratica sportiva come strumento efficace per il recupero dell’integrità psico-fisica e del reinserimento sociale dei disabili.

Per le aziende virtuose che investono in sicurezza uno sconto complessivo di 140 milioni. Per quanto riguarda l’impegno delle imprese nell’attività di mitigazione dei rischi negli ambienti di lavoro, nel 2020 sono state presentate circa 30.900 istanze di riduzione del tasso di tariffa per interventi di riduzione dei rischi negli ambienti di lavoro effettuati nel 2019, con una diminuzione del premio per le aziende virtuose di circa 140 milioni di euro. A ottobre è stata disposta la riduzione del 6,81% del premio dovuto per il 2020 per le circa 315mila imprese artigiane che non hanno denunciato infortuni nel biennio 2018-2019, alle quali sono stati destinati 27 milioni di euro. Altre riduzioni del premio hanno riguardato, anche per il 2020, la pesca e la navigazione ed è stato inoltre confermato il beneficio dello “sconto” per il settore edile, in relazione agli operai assunti a tempo pieno.

Dal 2010 grazie ai bandi Isi stanziati 2,9 miliardi di euro a fondo perduto. Nella situazione complicata e incerta per l’intero sistema produttivo, che ha caratterizzato il 2020 e purtroppo permane tuttora, è stato ancora più importante proseguire l’impegno per co-finanziare, al 65% del costo complessivo, i progetti per la sicurezza presentati dalle imprese attraverso gli incentivi Isi, che a partire dal 2010 hanno sostenuto le aziende che investono in prevenzione con un importo complessivo a fondo perduto di 2,9 miliardi di euro. Il nuovo bando Isi Agricoltura 2019/2020, pubblicato a luglio, prevede l’assegnazione di 65 milioni di euro, 20 dei quali finanziati dal Ministero del Lavoro, per sostenere le micro e piccole imprese agricole nell’acquisto o noleggio con patto di acquisto di trattori e macchinari moderni, sicuri e meno inquinanti. In questo modo si è data continuità a un’iniziativa di prevenzione che nel biennio 2016-2018 ha stanziato 115 milioni di euro per la realizzazione di 3.300 progetti. Lo scorso dicembre, con l’avviso Isi generalista 2020, sono stati stanziati altri 211 milioni, 60 dei quali destinati alla bonifica dell’amianto.

La sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori “fragili”. In relazione all’emergenza epidemiologica, l’art. 83 del decreto Rilancio ha attribuito all’Inail una nuova competenza in materia di sorveglianza sanitaria eccezionale dei cosiddetti lavoratori “fragili”, maggiormente esposti al rischio di contagio. I datori di lavoro pubblici e privati che non sono tenuti alla nomina di un medico competente si possono avvalere dei servizi territoriali dell’Istituto. Dopo il rilascio, in luglio, di un apposito applicativo per presentare in via telematica le richieste di visita medica, sono pervenute 600 istanze.

Il bilancio dell’attività di vigilanza. Nel 2020 sono state censite circa 3.741.000 posizioni assicurative territoriali (PAT), con una lieve diminuzione (-0,46%) rispetto al 2019. L’Istituto ha continuato a svolgere un’azione di controllo amministrativo per la verifica di congruità nella corresponsione dei premi di assicurazione e il contrasto all’evasione. Le aziende ispezionate sono state 7.486 e l’86,57% sono risultate irregolari. I lavoratori regolarizzati sono stati 41.477 (-16,76% rispetto al 2019), di cui 39.354 irregolari e 2.123 in nero. Sono state accertate retribuzioni imponibili evase per circa un miliardo e mezzo di euro e richiesti premi per oltre 38 milioni di euro. Gli ispettori hanno svolto anche un’intensa attività di supporto per l’area amministrativa, con circa 2.900 indagini relative a infortuni mortali, gravi, in itinere e a malattie professionali. Anche quest’anno la qualità dei risultati raggiunti nonostante il progressivo assottigliarsi delle risorse ispettive, che a dicembre 2020 erano pari a 246 unità (nel 2019 erano 269), testimonia l’efficacia della procedura di business intelligence.

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus validati più di 700 dpi. La pandemia ha fortemente condizionato anche le attività di ricerca dell’Istituto che, da un lato, si sono arricchite di nuove funzioni e competenze derivanti dalla gestione dell’emergenza sanitaria e, dall’altro, sono state svolte con modalità innovative imposte dalle misure di contrasto al Coronavirus. L’attribuzione all’Inail della funzione di validazione straordinaria e in deroga dei dispositivi di protezione individuale (dpi), disposta nel marzo 2020 dal decreto Cura Italia, ha richiesto un impegno considerevole da parte del personale tecnico e amministrativo dedicato, per assicurare la più celere conclusione possibile dei procedimenti. Fino allo scorso 10 maggio sono state processate più di 9.500 richieste ed emesse circa 7.200 note di risposta, 720 delle quali sono provvedimenti positivi di conformità alla normativa vigente dei dpi proposti.

Il ruolo nel Cts e il contributo tecnico per la stesura dei protocolli anti-virus. L’Inail ha partecipato attivamente ai lavori del Comitato tecnico scientifico istituito presso la Protezione Civile, fornendo un importante supporto alle sue attività, anche attraverso la redazione di documenti ed elaborati tecnici con cui sono state fornite indicazioni utili e misure organizzative per il contenimento dei contagi. È stato inoltre fornito un contributo tecnico per la stesura dei protocolli relativi alle misure per il contrasto della diffusione del virus nei luoghi di lavoro e alla somministrazione dei vaccini nelle aziende.

Le collaborazioni con università e centri di ricerca. Nel 2020 si è ulteriormente consolidata la rete qualificata di collaborazioni con università, enti pubblici di ricerca, Irccs, centri di ricerca, associazioni e organismi scientifici di rilevanza nazionale e internazionale, che costituisce ormai il tratto distintivo della ricerca dell’Inail. Lo dimostrano anche gli 80 progetti attivati grazie ai bandi competitivi Bric 2018 e 2019, che hanno consentito l’instaurazione di ben 275 collaborazioni istituzionali. Nell’ambito delle linee di ricerca riguardanti la chirurgia e la riabilitazione robotica, le nuove protesi di arto inferiore e arto superiore e i sistemi di valutazione delle abilità residue della persona disabile, sono stati sottoscritti numerosi accordi di partenariato. Quello siglato in luglio con il Campus Bio-Medico di Roma, che vede come partner anche l’Istituto di Bio-Robotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, punta allo sviluppo di soluzioni all’avanguardia per il pieno reinserimento sociale e lavorativo di soggetti amputati. Importanti i risultati frutto della collaborazione scientifica con l’Istituto italiano di tecnologia attivata nel 2017: si sono conclusi i progetti “Mela”, volto a realizzare un software per la classificazione strumentale automatica del rischio biomeccanico, e “Nanokey”, per la prevenzione dei rischi legati ai processi di produzione dei nanomateriali, ed è stata avviata la procedura di trasferimento tecnologico per l’esoscheletro collaborativo di supporto all’operatore nella movimentazione manuale di carichi.

Il Piano per l’organizzazione digitale e la partecipazione al Comitato consultivo per la transizione amministrativa. L’anno della pandemia ha segnato anche l’avvio del Piano triennale per l’organizzazione digitale 2020-2022, che prevede il ripensamento delle modalità di lavoro dell’Inail in un’ottica “agile”, il supporto alle altre amministrazioni nella digitalizzazione e nella semplificazione dell’accesso ai servizi, anche tramite l’utilizzo esclusivo del sistema di identificazione digitale (Spid), la raccolta e analisi dei dati sul rischio sanitario e gli sportelli virtuali di contatto e presa in carico dell’utenza. Un riconoscimento importante del ruolo svolto dall’Istituto per la crescita digitale del settore pubblico è la partecipazione al Comitato consultivo per la transizione amministrativa, istituito lo scorso maggio con il compito di supportare le trasformazioni organizzative nella pubblica amministrazione legate soprattutto alla digitalizzazione dei processi. L’Inail, inoltre, è partner del progetto Ibsi (Italian blockchain service infrastructure), promosso dall’Agenzia per l’Italia digitale per sviluppare un ecosistema informatico per l’erogazione di servizi di interesse pubblico.

Iniziative immobiliari a elevata utilità sociale ed edilizia scolastica. Sul fronte degli investimenti, rivestono una particolare importanza gli interventi relativi al programma di iniziative immobiliari a elevata utilità sociale, avviato con la legge di stabilità 2015, per cui l’Inail ha finora stanziato complessivamente oltre mezzo miliardo di euro. Gli investimenti autorizzati nel 2020 sono stati quattro, per un importo complessivo di circa 27 milioni di euro. Per quanto riguarda i piani di edilizia scolastica, prosegue l’istruttoria delle 56 proposte di “scuole innovative” selezionate dal Miur. Nel frattempo sono state avviate le attività istruttorie per gli investimenti immobiliari nel settore termale e alberghiero-termale, con la predisposizione di un programma per la redazione e valutazione dei progetti, che dovranno garantire un modello curativo per gli assistiti Inail.

Gli investimenti mobiliari e immobiliari. Gli investimenti in forma indiretta legati alla partecipazione dell’Istituto ai fondi di investimento immobiliari chiusi “i-3core”, “i3-Inail” e “i-3Università”, gestiti da InvImit Sgr Spa, si sono concretizzati nel versamento di equity per circa sei milioni di euro. Nel mese di aprile, in particolare, è stato autorizzato il quarto apporto al fondo “i-3Inail”, con il conferimento di 72 unità immobiliari e la sottoscrizione di 30 quote per l’importo complessivo di 17,3 milioni di euro. Proseguono anche gli investimenti mobiliari nel fondo QuattroR, con contributi per 33 milioni di euro. Nell’ambito degli investimenti istituzionali, procede il piano di rilascio degli immobili ex Fip (Fondo immobili pubblici), per i quali l’Inail sostiene i costi delle locazioni, attraverso iniziative di acquisto di edifici da destinare alle proprie sedi. Nel 2020, inoltre, sono state cedute 69 unità immobiliari, per un valore netto di bilancio pari complessivamente a 14 milioni di euro.

“Una maggiore autonomia consentirebbe di rispondere meglio alle esigenze di lavoratori e imprese”. I dati del preconsuntivo 2020 mostrano che si sono registrate entrate di competenza per 10 miliardi e 17 milioni di euro, circa 195 milioni in più rispetto al 2019. Le uscite di competenza si sono attestate a otto miliardi e 464 milioni, con prestazioni istituzionali sostanzialmente stabili per cinque miliardi e 569 milioni. Positivi i risultati finanziario ed economico. Le riserve tecniche sono pari a circa 34 miliardi e 338 milioni, coperte per circa il 96% da liquidità versata alla Tesoreria dello Stato, senza remunerazione. “Compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica – ha commentato Bettoni – il riconoscimento di maggiori margini di autonomia all’Istituto renderebbe possibile un miglior soddisfacimento delle tutele dei lavoratori e delle loro famiglie e consentirebbe di rispondere alle esigenze delle imprese lungo una traiettoria virtuosa di crescita in sicurezza”.

Dall’estensione della tutela al rafforzamento della prevenzione quattro priorità per il futuro. Gli impegni prioritari individuati dal presidente dell’Inail, in coerenza con gli indirizzi formulati dal Consiglio di indirizzo e vigilanza nella Relazione programmatica per il triennio 2022-2024, sono quattro: estendere la tutela assicurativa agli oltre tre milioni di lavoratori che non ne hanno ancora diritto, migliorare le prestazioni economiche per gli infortunati e i tecnopatici, destinare maggiori risorse per il potenziamento della prevenzione attraverso i diversi filoni di intervento e affinare gli strumenti di rendicontazione dell’Istituto. “La pandemia – ha sottolineato Bettoni – ha riaperto la questione dell’esclusione dalla tutela Inail di soggetti particolarmente esposti al rischio contagio, come quella dei medici di famiglia e dei medici liberi professionisti”, che insieme ad altre categorie “non possono beneficiare della copertura assicurativa e delle conseguenti prestazioni economiche, socio-sanitarie, riabilitative e di reinserimento”.

“L’eliminazione della franchigia di invalidità sarebbe un atto di civiltà”. “Alla luce dell’aumento degli infortuni con menomazioni più lievi e dell’insorgenza della nuova tipologia rappresentata dai contagi da Covid-19 – ha aggiunto il presidente dell’Inail – riteniamo fondamentale garantire un indennizzo per i danni all’integrità psicofisica del lavoratore a seguito di incidenti sul lavoro e malattie professionali anche con un’invalidità inferiore al 6%. Raggiungere l’obiettivo della completa eliminazione della franchigia sarebbe un atto di grande civiltà”. Un’altra delle sfide più urgenti da affrontare riguarda il rafforzamento delle iniziative di prevenzione. “Ci impegneremo per incrementare i fondi destinati ai bandi Isi, soprattutto per le piccole e medie imprese – ha assicurato a questo proposito Bettoni – e lavoreremo per potenziare il ruolo strategico della ricerca, in una logica di rete e di condivisione delle conoscenze, diventata ormai una metodologia consolidata ed efficace”.